Il processo d’invecchiamento disturba un ampio spettro di meccanismi cellulari, con complesse modalità non ancora ben conosciute. Secondo uno studio della Drexel University e del Children’s Hospital Boston, lamodellazione al computer usando la logica fuzzy potrebbe aiutare a ridurre queste difficoltà.
Andres Kriete, professore associato alla School of Biomedical Engineering, Science and Health Systems e principale autore della ricerca, ritiene che un importante obiettivo dell’approccio computazionale sia di sviluppare modelli integrati per capire meglio il progresso dell’invecchiamento dei fenotipi, basato su meccanismi molecolari.
Lo studio è stato pubblicato online su PLoS Computational Biology, e si distingue per il fatto che gli scienziati hanno applicato per la prima volta lalogica fuzzy al campo dell’invecchiamento. Il dott. William Bosl, coautore della ricerca e staff scientist del Children’s Hospital Informatics Program (CHIP), ritiene che questo particolare approccio sia adeguato a un complesso sistema di controllo, come può essere considerato la biodinamica cellulare.
Egli ha sviluppato una piattaforma chiamata BIONET, in linguaggio Java, con interfaccia grafica o a linea di comando, e con licenza GNU. La versione GUI è stata sviluppata usando NetBeans IDE, mentre quella a linea di comando fu originariamente realizzata con Eclipse. La documentazione per gli sviluppatori e la teoria degli algoritmi sono in preparazione, ma si può consultare “Systems Biology by the Rules” come riferimento principale.
Secondo Kriete, le applicazioni nel campo dell’invecchiamento si stanno muovendo verso la decifrazione delle reti e delle connessioni molecolari, e il suo approccio è un primo passo in questa direzione.


La logica fuzzy e l’invecchiamento delle cellule…
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